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Incendi e intimidazioni per imporre il controllo sul territorio. È uno degli scenari ricostruiti nell’inchiesta antimafia Ginestra della Dda di Catanzaro. Al centro, alcuni roghi nella Sibaritide e le presunte ritorsioni discusse dagli appartenenti al gruppo criminale. Un sistema nel quale, secondo l’accusa, anche le controversie private diventavano occasione per affermare il potere della cosca.