Centro Storico Cosenza, presentato progetto C.U.R.A.

Redazione
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Si è tenuto oggi pomeriggio, presso il Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza, l’incontro di presentazione pubblica del progetto C.U.R.A. – Comunità Urbane in Rete per l’Ascolto. L’iniziativa, già pienamente operativa e nel vivo delle sue attività, nasce dal Protocollo d’intesa siglato nei mesi scorsi tra Università della Calabria, Comune di Cosenza, ASP, Arcidiocesi Cosenza-Bisignano e CSV Cosenza.

All’incontro hanno partecipato tutti i protagonisti di questa rete: il rettore dell’UniCal Gianluigi Greco con la delegata al Public Engagement Emanuela Pascuzzi, il sindaco di Cosenza Franz Caruso con l’assessore al Welfare Veronica Buffone, la vice dirigente EQ settore Welfare e dell’ATS Sofia Vetere, il direttore generale dell’Asp di Cosenza Angelo Vittorio Sestito e il direttore del Distretto sanitario Cosenza-Savuto Sisto Milito, l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Giovanni Checchinato, il Direttore della Caritas diocesana Pino Fabiano, insieme alla presidente del CSV Cosenza Lucia Rachele Celebre e alla direttrice Mariacarla Coscarella.

Il progetto C.U.R.A. si fonda sull’idea che la conoscenza scientifica abbia un valore pubblico e possa sostenere il cambiamento quando unisce ascolto dei territori, dialogo e responsabilità condivisa tra i diversi attori istituzionali e sociali in campo. Proprio per questo motivo, l’iniziativa è stata selezionata come prima azione strategica dell’Ateneo per il 2026 da sostenere tramite i fondi del 5×1000: una scelta che inaugura una nuova stagione in cui queste risorse vengono interamente reinvestite dall’UniCal per realizzare interventi dal forte impatto sociale.

C.U.R.A. è finalizzato al rafforzamento del benessere sociale e del welfare di comunità nel centro storico di Cosenza, con particolare attenzione agli anziani e ai gruppi vulnerabili. L’iniziativa nasce dalla necessità di affrontare alcune criticità del territorio: l’assenza di conoscenze integrate sui bisogni e sulle risorse sociali disponibili, la presenza di persone fragili che non sempre raggiungono i servizi e la frammentazione degli interventi tra istituzioni, privato sociale e reti informali.

Per costruire una base conoscitiva solida, il progetto ha già avviato un’attività di ascolto che ha portato alla realizzazione di interviste rivolte a soggetti diversi: rappresentanti istituzionali, comitati di quartiere, enti ecclesiastici e congregazioni religiose, enti del terzo settore e gruppi che svolgono attività socio‑assistenziali e culturali, oltre che a esperti con conoscenze specifiche sul centro storico. Le informazioni raccolte contribuiscono alla definizione del Profilo di comunità, una descrizione condivisa dei bisogni, delle risorse presenti e degli attori sociali disponibili a collaborare.

Parallelamente, il progetto sta sviluppando un articolato lavoro di mappatura GIS. La prima fase ha riguardato la costruzione di un Sistema Informativo Territoriale basato sui dati socio‑demografici ISTAT, organizzati a livello di sezione censuaria e aggregati secondo quattro sotto‑ambiti parrocchiali. Sono stati definiti indicatori sintetici e prodotte mappe che consentono confronti tra centro storico e città, rendendo possibile una lettura granulare dei fenomeni demografici.

La seconda fase è dedicata alla localizzazione delle funzioni, dei servizi e degli interventi attivati nel centro storico: attività economiche, servizi pubblici e del privato sociale, presidi scolastici, presidi sanitari, congregazioni religiose, integrando dati reperibili o messi a disposizione da fonti istituzionali con informazioni rilevate sul campo. Dalle fonti del Distretto socio-sanitario e dell’Ambito Territoriale Sociale di Cosenza si trarranno, inoltre, informazioni utili a una analisi aggregata dei bisogni socio-sanitari e socio-assistenziali espressi dalla popolazione residente nel centro storico.

La terza fase riguarda la mappatura fisica avanzata, che comprende la ricognizione degli spazi verdi e delle aree pubbliche, la localizzazione dei crolli e degli edifici inagibili e l’analisi delle condizioni di mobilità, con particolare attenzione ai dislivelli e ai punti critici per le categorie più deboli. Tutte le mappe sono integrate nello stesso ambiente GIS, consentendo analisi incrociate e letture territoriali più approfondite.

L’insieme di queste attività mira a produrre un impatto concreto sul territorio: far emergere bisogni e fragilità che spesso non raggiungono i servizi tradizionali e mettere a disposizione degli attori locali una base informativa integrata, indispensabile per una programmazione condivisa. Il Protocollo d’intesa consolida così un quadro di cooperazione stabile tra università, istituzioni e terzo settore, con l’obiettivo di rendere la rete territoriale più coesa, tempestiva ed efficace nel dare risposte alle istanze della comunità.

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